Outing contra los homófobos californianos


¡Buenas noticias! Un Tribunal Federal de EEUU ha ordenado que se haga pública la lista de los que contribuyeron a la Proposición 8 de la Constitución Californiana, o lo que es lo mismo, los que contribuyeron a hacer campaña contra el Matrimonio gay-lesbiano en California. Esto no es que sea un "antiouting" (una salida del armario de homófobos varios) que hayan logrado las organizaciones de gays y lesbianas, sino que más bien, el Estado de California está obligado a hacer pública la lista por las leyes federales de transparencia electoral.

Como no tendréis ni idea seguro que sabréis (reconozco que el tema no es que sea portada precisamente) la propuesta tiró adelante la noche en que Obama se convirtió en Presidente electo y, los matrimonios homosexuales en California quedaron bloqueados, dejando a cerca de 18 mil parejas del mismo sexo que ya se habían casado en California en una situación jurídica compleja, además de sin posibilidad de hacerlo a otros varios miles de gays y lesbianas que esperaban ver cumplido su deseo de formalizar legalmente su relación.

Podéis ver el artículo aquí si queréis refrescar la memoria:
La derecha bloquea el matrimonio gay en California

Pues bien, ahora se hará pública la lista de la vergüenza que no es precisamente una lista honorable (aunque algunos lo crean) sino que a mi juicio más se parece a la lista de los nazis fugitivos perseguidos por el Moshad; quedará a la vista toda esa intolerancia, patente la homofobia y quienes la instigan, y con el culo al aire al descubierto quedará, igualmente, más de uno (y más de dos) que “tiene muchísimos amigos gays o lesbis” y que “respeta mucho a los homosexuales porque es muy tolerante” Y es que de hipócritas está lleno el mundo…

Podéis ver la noticia completa aquí:
Noticia sobre la proposición 8

Coppie veneziane, articolo d’Arturo Perez Reverte di 1997


Versión italiana de este artículo muy personal y el primero publicado en este weblog el 10 de noviembre de 2008: Parejas venecianas.

Pochi giorni fa ho riletto questo articolo che da più di dieci anni era rimasto lì, in qualche angolo della mia mente. Si tratta di un articolo di Pérez Reverte sul tema dell’omosessualità,ispirato in una coppia di due uomini che lo scrittore incontrò per caso a Venezia. Con mia grande sorpresa mi sono reso conto che, purtroppo,l’articolo è ancora oggi in pieno vigore. Era già da un paio di giorni che ricevevo inputs di storie di persone gay che venivano fuori nelle notizie, comunque la stangata me la sono data proprio questa settimana, quando all'improvviso ho ricordato alcune piccole cose che mi sono successe in questi ultimi mesi. Frasi Irrilevanti, gesti, sguardi maligni o addirittura storie di vita di persone che non vivono qui e non sono così fortunati come lo sono altri. A volte non mi rendo sufficientemente conto di vivere confinato in “un'isola di tolleranza". Ho una famiglia comprensiva, un ambiente di lavoro amichevole e degli amici che mi vogliono bene per il semplice fatto di essere “io”. Me lo sono guadagnato lavorando sodo e so meglio di molte altre persone cosa vuol dire affrontare il fatto di essere gay nella nostra società. La mia strategia è stata (ed è) di andare avanti dicendo la verità come un modo di esorcizzare i mali che potrebbero venire dal “cosa diranno” e dall’ipocrisia generale che ci colpisce e ci infetta dappertutto. Tuttavia, a volte neanche questo basta e dobbiamo essere “attenti”. Non voglio rinunciare ad esprimere il mio affetto in pubblico per un amico,ne a baciarmi con il mio partner passeggiando per il quartiere gotico di Barcellona o di ammettere che il mio film preferito è un stronzata come "The adventures of Priscilla", oppure che i film di Ozpetek mi commuovono e mi fanno persino piangere quando mi arrivano al cuore. Semplicemente non mi piace occultarmi, nascondermi o rinchiudermi da nessuna parte. Né il capo ,ne il fratello, ne il collega di lavoro, ne la donna che passa per strada possono giustificare un passo indietro su questo punto. In caso contrario sarebbe negare me stesso e dimenticare chi sono. Vi Lascio qui l'articolo per chi voglia leggerlo:

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COPPIE VENEZIANE, 1997, Arturo Pérez Reverte:

Non mi ero mai accorto prima, della quantità di coppie omosessuali che passeggiano per le strade di Venezia. Le incontri dappertutto, lungo i ponti, sulle sponde dei canali, cenando in piccoli ristoranti della città vecchia. Di solito Non si tratta di coppie spettacolari, ma io direi proprio tutto il contrario e cioè persone discrete, silenziose, spesso con aspetto formale, civile. Osservando gli altri impari moltissime cose, e nel caso di queste coppie mi piace proprio tanto sorprendere i loro gesti moderati di affetto e fiducia, la condivisione dei ruoli convenzionali che di solito si verifica tra l’uno e l'altro, la tenerezza contenuta che spesso senti galleggiare fra di loro, nella loro immobilità, il loro silenzio. pensavo a tutto ciò l'altro giorno a bordo di un vaporetto che va da San Marco al Lido. Sulla laguna soffiava un vento gelido,i passeggeri eravamo raccolti, presi dal freddo, e in un lato del traghetto c’era una coppia, due uomini, sulla quarantina, sereni. Erano seduti molto vicini, uno di loro era appoggiato sulla spalla del compagno nel tentativo di prendere calore. Erano tranquilli e silenziosi,intenti a guardare l’acqua grigio verde e il cielo di color grigio cenere. E in un momento in cui il traghetto fece un piccolo movimento,la luce,o meglio, il grigio del paesaggio cambió all’improvviso in una straordinaria bellezza, li vidi scambiarsi un sorriso rapido e fugace come una carezza o un bacio.

Sembravano felici. Due ragazzi fortunati, mi dissi, per quanto sia possibile, perché guardando loro, lí, in quella sera glaciale a bordo del vaporetto che li portava attraverso la città lagunare, cosmopolita, tollerante e saggia, pensai quante ore amare erano state vendicate in quel momento per quel sorriso. Lunghe adolescenze girando nei parchi o nei cinema per scoprire il sesso, mentre altri giovani si innamoravano, scrivevano poesie o ballavano abbracciati nelle feste della scuola. Notti in strada sognando un Principe Azzurro della stessa età per poi tornare all'alba fatti una merda, pieni di tristezza e di solitudine. L'incapacità di dire ad un uomo che ha gli occhi belli, o una bella voce, perché, invece di ringraziarti o sorriderti, è molto probabile che ti spacchi la faccia. E quando si ha voglia di uscire, conoscere, parlare, innamorarsi o qualsiasi altra cosa, invece di andare in un caffè o un bar, essere condannato a vita a frequentare locali “gay”, e ritrovarsi all’alba tra questi corpi artificialmente muscolosi, impastticcati, “regine” scandalose, e drag queens “pseudo-sofisticate”. Tranne che alcuni o direi molti si auto emarginino (non avendo ancora accettato del tutto la loro condizione), in squallide alternative come quella della sauna ,il cinema x ,una rivista di contatto oppure nella sordidezza del pubblico orinatoio.

A volte penso a come fortunato, solido e intero deve essere un omosessuale che riesce ad arrivare ai cinquant'anni senza odiare smisuratamente questa società ipocrita,che è solo presa dall’ossessione di scoprire,sapere, provare con chi va o non va a letto per poi condannarlo . Invidio l'equanimità, il sangue freddo di quelli che possono essere sereni, continuare a vivere così la propria vita, senza rancore, al loro modo, come se niente fosse , anziché scendere in strada e prendere a calci in faccia a quelli che in modo attivo o passivo, hanno distrutto la loro vita e continuano a distruggere quella di ragazzi di quattordici o quindici anni che ogni giorno, tutt’oggi, vivono le stesse cose:la stessa angoscia, gli stessi scherzi sui “froci” in TV, attorno a loro lo stesso disprezzo, la stessa solitudine e amarezza. Invidio la chiarezza e la calma di chi, nonostante tutto, resta fedele a se stessi senza stridore, ma anche senza complessi, esseri umani sopra ogni altra cosa. Persone che in tempi come questi, quando tutti quanti, i partiti,le comunità,i gruppi sociali, rivendicano i loro rispettivi debiti storici, potrebbero discutere forse con più diritto rispetto a molti altri, il mancato rimborso di molti anni di adolescenza persi, tanti colpi e molestie subiti, senza aver mai commesso alcun crimine, tanta burla e tanti affronti grossolani,rozzi, scortesi inflitti da canaglie che, non solo nell’ aspetto intellettuale, ma anche in quello puramente umano si trovano ad un livello basso, ben al di sotto di loro. Riflettevo su tutto questo mentre la barca stava attraversando la laguna e la coppia era rimasta immobile, fianco a fianco, spalla a spalla. Comunque prima di ritornare alle mie cose e poi dimenticarlo,fatemi dire quante infelici anime erranti non avrebbero dato qualsiasi cosa, forse la stessa vita, per essere al posto loro; essere lì, a Venezia, dandosi calore in quella fredda sera delle loro vite.