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Salviamo Nemat Safavi. Partecipa nella campagna d'appoggio agli omosessuali iraniani condannati a morte.

Partecipa nella campagna per salvare la vita di Nemat Safavi e gli altri ragazzi iraniani: Mehdi Pouran, Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi, Mohammad Rezai, Loghman Hamzehpour, Hamzeh Chavi, Moshen Ghebraee e Qhasem Bashkool che sono stati condannati a morte da diversi tribunali dell’Iran per il solo e semplice fatto di sodomia, essere omosessuali.

Nemat Safavi è un ragazzo Iraniano di 19 o 20 anni. A 16 anni, ancora minorenne, fu incarcerato per sodomia. Un tribunale di Ardebil lo ha condannato all'impiccagione. Nemat, dichiarato "colpevole" di 'lavat' (rapporto sessuale tra due uomini) non è stato ancora informato della data precisa della sua esecuzione, ma secondo Human Rights Watch e Iranian Railroad for Queer Refugees potrebbe verificarsi da un momento all’altro. Sotto la legge iraniana il lavat è "punibile con la morte se entrambi i partner sono adulti e in pieno possesso delle loro facoltà mentali" – ciò è in conflitto non solo con l'età dei ragazzi al tempo del "crimine"– (come se se si potesse definire crimine il fatto di essere omosessuale!), ma anche con tutte le leggi internazionali che impediscono, in ogni circostanza, l'esecuzione di minorenni.

Nel 2008, il Deputy Attorney General dell'Iran annunciò che le autorità Iraniane avrebbero eliminato la pena di morte per i minorenni per tutti i crimini tranne l'omicidio, se il parlamento avesse approvato e l'Iran ha addirittura firmato due trattati internazionali per la protezione dei minori (la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e anche la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia). Il Parlamento Europeo, le Nazioni Unite e il vincitore iraniano del premio nobel per la pace Shirin Ebadi stanno facendo pressione sulle autorità Iraniane per fermare le esecuzioni di minorima per il momento senza alcun successo.


CHE COSA PUOI FARE?

1. GIOVEDÌ PER NEMAT SAFAVI. PARTECIPA NEL GRUPPO D’APPOGGIO A NEMAT SAFAVI SUL FACEBOOK

Ogni Giovedì mandiamo in tilt le linee telefoniche delle ambasciate e consolati d'Iran in italia: Vogliamo sapere dov'è Nemat e cosa ne è stato di lui? Vi invitiamo a partecipare all'evento che si svolge ogni giovedì simultaneamente in Spagna, Sudamerica e alcuni altri paesi anglosassoni. Dobbiamo telefonare tra 9:00 e 14.00 p.m. all'ambasciata di Iran a Roma e comunicare la nostra protesta: facciamo collassare i telefoni. Vogliamo soltanto una risposta, informazioni, far conoscere questi casi.

L'iniziativa è stata accolta con favore dal gruppo
Ripudio il fascismo, il razzismo e l'omofobia che ha pertanto deciso di promuoverla.

Questi sono i numeri delle Ambasciate d’Iran a Roma, Berna e del Consolato Generale a Milano.

AMBASCIATA D'IRAN IN ITALIA:
Tel. 06.8632.8485, 06.8621.4478, 06.3294.294, 06.3294.295, 06.3630.7255
Fax. 06.8632.8492
E-mail: info@iranembassy.it

AMBASCIATA D’IRAN IN CITTÀ DEL VATICANO:
Roma – Città del Vaticano
Tel: 06.845.0443

CONSULATO GENERALE D’IRAN A MILANO:
Tel. 02.7200.1189

AMBASCIATA D’IRAN IN SVIZZERA / SWITZERLAND:
Tel. +41 31 3510 801 e +41 31 3510 802
Fax. +41 31 3510 801 e +41 31 3510 802
Email: ambassador@iranembassy.ch e consular@iranembassy.ch


2. POTETE ANCHE INVIARE UNA (O VARIE) E-MAIL E FAX, OPPURE UNA LETTERA POSTALE:

Egregio Sig. Ambasciatore,

Nemat Safavi di Ardebil è attualmente in attesa che il Tribunale d’Appello di Ardebil (dopo essere stata rifiuta la causa d'appello alla Corte Suprema dell'Iran) ratifichi la decisione del 2008 che lo condanna a morte per impiccagione, condanna emessa dal proprio Tribunale Provinciale di Ardabil. Nemat, nel 2006, è stato accusato dal tribunale di Ardebil di praticare la sodomia quando aveva solo 16 anni, è stato arrestato e tutt’ora rimane in prigione senza garanzie di sicurezza.

Nemat adesso ha 19 o 20 anni. Mehdi Pouran, di 17 anni, e altri 3 ragazzi (Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi e Mohammad Rezai), tutti di Tabriz, sono stati condannati a morte dopo essere stati incriminati nel maggio 2008 per aver avuto relazioni omosessuali anche se i quattro rgazzi hanno sempre negato quano loro addebbitato. Nonostante la mancanza di prove, il Tribunale Penale di Tabriz ha deciso il 20 luglio del 2008 di condannarli a morte.

L'elenco continua con Loghman Hamzehpour e Hamzeh Chavi condannati a morte per atti omosessuali nel febbraio 2008 nella città di Sardasht. Fino ad oggi, non si sa nulla di loro, e neanche di Moshen Ghebraee di Shiraz e Qhasem Bashkool di Ardebil, altri due ragazzi processati per "lavat-e iqabi" (sesso anale).

Tutto ciò succede nonostante il fatto che l'Iran abbia firmato due accordi internazionali con i quali si è impegnato per la salvaguardia dei minorenni.

L'eventuale esecuzione di Nemat Safavi rappresenterebbe una violazione della Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia con le quali la Repubblica Islamica dell’Iran si è impegnata a tutelare e proteggere i minori e non condannare a morte chi, al momento dei fatti contestati come reato, fosse minorenne.

Per tutti questi motivi Le chiedo, come massimo rappresentante del suo Paese qui in Italia, che la Repubblica Islamica dell'Iran rispetti gli accordi che ha firmato e che, conseuntemente, riesamini le sentenze di Nemat Safavi, Mehdi Pouran e degli altri minori che si trovano nelle medesime condizioni.

Le sarei immensamente grato se mi informasse della situazione di queste persone, e Le pregherei gentilmente di impegnarsi personalmente in questa causa, chiedendo alle autorità competenti del suo paese, l’apertura di un'indagine completa, e che prenda in considerazione quanto previsto nella Dichiarazione universale dei diritti umani che non fa rienrare i fatti contetati ai giovani citati tra uelli considerabili come reati.

In attesa di Sue notizie, La prego di accettare i miei più cordiali saluti.

Questi sono gli indirizzi delle Ambasciate d’Iran a Roma, Berna e del Consolato Generale a Milano.
AMBASCIATA D'IRAN IN ITALIA:
Via Nomentana, 363
00162 Roma

AMBASCIATA D’IRAN IN CITTÀ DEL VATICANO:
Via Bruxelles 57
00198 Rome / Città del Vaticano

CONSULATO GENERALE D’IRAN A MILANO:
Piazza Diaz, No. 6
PO Box 20123
20123 Milan

AMBASCIATA D’IRAN IN SVIZZERA / SWITZERLAND:
Thunstrasse 68
3006 Bern

É possibile spedire fax gratis da questi siti: Myfax.com o Faxalo.it



3. INVIA QUESTA LETTERA IN INGLESE ALLE AUTORITTÀ IRANIANE COMPETENTI:

Dear _ _ _ _ _ _ _ _ _:

I write to express my grave concerns for the safety of Nemat Safavi, Mehdi Pouran and Moshen G., Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi y Mohammad Rezai, following reports that he has been sentenced to death allegedly due to homosexual activity. According to reports and world press coverage, Nemat Safavi, was arrested when he was only 16 years of age and charged with lavat. He has since been condemned to death by a court in Ardebil, in the northwest Azerbaijan region.

Nemat Safavi and the other boys, does not appear to have committed any of the crimes for which you stated Iran delivers the death penalty. I am aware that Iran continues to charge people with lavat, rape and also that other laws are used to justify the execution of homosexuals in Iran. I have grave concerns that your government continues to persecute the Iranian gay, lesbian and bisexual community and is, in fact, still executing people due to their homosexuality.

In addition to this, Nemat was reportedly 16 years of age at the time of his arrest and as such was still a minor. As you are aware, Iran has signed on to two conventions agreeing not to execute juvenile offenders. Executing Nemat would be a flagrant violation of both Article 6(5) of the International Covenant on Civil and Political Rights and the Convention on the Rights of the Child.

I ask that Iran live up to its commitments to its children and young people and immediately cease all executions of juvenile offenders.

I ask that Iran cease and desist from persecuting the gay, lesbian and bisexual community. I ask that you ensure that gays, lesbians and bisexuals living in Iran are not executed for their sexuality, are treated fairly by the police and justice system and that you take steps to ensure justice for all your citizens.

Finally I ask for an immediate stay of execution for Nemat Safavi, Mehdi Pouran, Moshen G., Hamid Taaghi, Ebrahim Hamidi y Mohammad Rezai and call for his immediate release from gaol.

I respectfully request that you consider these issues as a matter of urgency. I am not alone in my concerns for Nemat Safavi, Mehdi Pouran and the others, and the homosexual community in Iran and I ask that you act quickly to improve this situation.

In the name of Human Rights, please stop the executions of homosexuals and child.

Yours Sincerely, (il tuo nome qui)

E-MAIL E INDIRIZZI POSTALI DELLE AUTORITTÀ IRANIANE.

É possibile spedire fax gratis da questi siti: Myfax.com o Faxalo.it

1) PRESIDENT OF ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
MR. MAHMOUD AHMADINEJAD
E-mail: dr-ahmadinejad@president.ir
You can use this link of the
Presidential Web
Dear Mr. President / Egregio Sig. Presidente.

2) LEADER OF THE ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
AYATOLLAH SAYED ‘ALI KHAMENEI
The Office of the Supreme Leader
Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei, The Office of the Supreme Leader
Islamic Republic Street – End of Shahid Keshvar Doust Street
Tehran (Islamic Republic of Iran)
You can use
the website (English)
Your Excellency

3) HEAD OF THE JUDICIARY AYATOLLAH SADEGH LARIJANI
AYATOLLAH SADEGH LARIJANI
Howzeh Riyasat-e Qoveh Qazaiyeh (Office of the Head of the Judiciary)
Pasteur St., Vali Asr Ave., south of Serah-e Jomhouri
Tehran 1316814737 (Islamic Republic of Iran)
Email: info@dadiran.ir
Your Excellency

4) HEAD OF TEHRAN JUDICIARY
MR. ALI REZA AVAEI
Karimkhan Zand Avenue
Sana’i Avenue, Corner of Ally 17, No 152,
Tehran (Islamic Republic of Iran)
E-mail: avaei@Dadgostary-tehran.ir
Dear Mr. Avaei / Egregio Sig. Avaei.

5) DIRECTOR, HUMAN RIGHTS HEADQUARTERS OF THE ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN
MR. MOHAMMAD JAVAD LARIJANI
Howzeh Riassat-e Ghoveh Ghazaiyeh
Pasteur St, Vali Asr Ave., south of
Serah-e Jomhuri, Tehran 1316814737
Islamic Republic of Iran
Fax: +98 21 3390 4986
E-mail: int_aff@judiciary.ir

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Cerchiamo insieme di salvare Nemat, la sua giovinezza e il suo sogno di libertà. Vogliamo che l'Italia si impegni per salvare la vita di Nemat e degli altri ragazzi che come lui si trovano in una situazione disperata per l’unico fatto di amare un’altra persona del suo stesso sesso. Vogliamo che il nostro paese non resti inerme davanti a questa incivile efferatezza. Chi salva una vita, salva il mondo intero. Copia e passa questo messaggio e agisci.

Per altre informazione qui:
Nemat Safavi

Ti vorrei Sollevare (Video)



Lo sperato ritorno di Elisa: “Heart”
Il primo single "Ti Vorrei Sollevare" con la collaborazione di Giuliano Sangiorgi, la voce di Negramaro.
Una canzone proprio bella!

Italia: somos homosexuales, somos inconstitucionales.

Siamo omosessuali, siamo incostituzionali! es el lema que miles de italianos clamaban ayer por la noche en las principales ciudades del país, tras la votación parlamentaria que declaró inconstitucional el proyecto de ley contra la homofobia(tutela degli omosessuali) que buscaba considerar como agravante los delitos movidos por este hecho, cuya aprobación se esperaba que fuese ayer.

El sábado 10 de octubre, 70.000 personas se manifestaron en Roma para pedir a las autoridades políticas italianas la equiparación de derechos para gays, lesbianas, bisexuales y transexuales de ese país. UGUALI pasó a la historia al ser la primera vez que en Italia, tantos miles de personas, en su mayoría personas LGBT, se reunieron en una manifestación nacional fuera de los actos del Orgullo. A la manifestación no faltaron algunas personalidades de la izquierda (ojo, de segunda fila) y del mundo de la cultura. En definitiva, a priori pudo considerarse como todo un éxito. Sin embargo, en la retina de todos estaba la Ley contra la Homofobia que se votaba hoy en la Cámara de Diputados. Ese era el verdadero objetivo de la manifestación, demostrar fuerza y unidad para conseguir la aprobación de una Ley que, entre otras cosas, recogiera los crímenes por homofobia como discriminatorios. En las declaraciones de Franco Grillini, líder de Gaynet, durante la marcha, se entreveía la preocupación porque gays, transexuales y lesbianas acabaran por ser considerados ciudadanos de Serie B.

Y así ha sido. Los peores augurios se han cumplido y la mayoría de la Cámara de Diputados italiana ha votado hace unas pocas horas a favor de
esta propuesta de la UDC (supuesto partido de centro, en realidad el brazo armado de Ratzinger) para declarar inconstitucional la propuesta de ley anti-homofobia. El centro del discurso para vetar el proyecto de ley era, como no podía ser de otra manera, “un tecnicismo”; en esta ocasión el problema del proyecto de ley para sus señorías (en realidad de fondo siempre ha estado el Vaticano) era el concepto “orientación sexual” que no está presente en el ordenamiento jurídico italiano aunque, curiosamente, sí esté presente en todos los Tratados y Directivas europeos que el mismo Parlamento Italiano ha aceptado por unanimidad y que, por tanto, sí forman parte del ordenamiento jurídico como normas de rango superior.

Pero además, el inaudito argumento de la UDC se basaba en que el concepto “orientación sexual”, podía entenderse como un reconocimiento jurídico no sólo de la “homosexualidad en sí”, sino de “otras tendencias sexuales”... A saber: incesto, pedofilia, bestialismo, sadismo, necrofilia y masoquismo. Sí, sí, encima que nos tumban la ley, somos insultados y humillados, un verdadero escándalo en toda regla. Así pues, para rechazar una ley se han dirigido a nosotros, las personas LGBT, y a nuestra orientación, nuestra esencia, en términos tales como bestialistas o sados. En italia estamos a ese nivel.

La UDC también sostenía que considerar la homofobia un agravante, supone una violación del principio de igualdad, en tanto que establece una “protección priviliegiada” de las víctimas de este tipo de violencia respecto de otras víctimas.
En definitiva, un pretexto como otro cualquiera que resulta extrañamente cercano al discurso de Monseñor Martino que muchos recordaréis por su papel contra despenalización universal de la homosexualidad en la ONU. No deja de ser curioso tampoco, que la misma ONU, a través del Alto Comisionado para los Derechos Humanos, haya hecho una condena expresa de la decisión tomada por el Parlamento Italiano. Un pretexto que además, pone en entredicho la europeidad de Italia. Pero, para sus señorías, sobre todo las que controlan actualmente el poder, esas cuestiones son nimiedades; porque ante todo, Italia es un país católico y políticamente bicéfalo: con un gobierno civil y otro teocrático en el Vaticano; y en Italia, el voto católico, repartido entre izquierda y derecha, aunque siempre escorado hacia ésta última, no quiere concesiones a esta gentuza LGBT. Así lo manda el Papa y los obispos.

Así pues, una vez más, el Parlamento Italiano da la espalda a los derechos LGBT. No les bastaba con discutir un proyecto de ley descafeinado que ya había sido ampliamente recortado en comisión; sino que se ha optado por humillar a las personas LGBT, como ya hicieran hace unos meses con los transexuales, a raíz de un proyecto de ley de identidad de género. Una mayoría de diputados, la coalición gubernamental (PDL) y sus socios (UDC y Lega Nord), con el apoyo de la diputada del Partido Democrático Paola Binetti, se han convertido en cómplices de los mismos grupos neonazis que durante meses han estado atentando contra personas LGBT y que precisamente el pasado domingo volvieron a atentar contra 2 chicos gays que a día de hoy siguen recuperándose en un hospital de la brutal paliza que les propinaron. Esa es la consecuencia de las acciones "católicas".

En el cruce de declaraciones post votación escuchamos que se volverá a presentar un proyecto. Incluso la ministra de pari opportunità (la neo-fascista de la que ya os hablé hace unos meses) ha dicho que va a presentar un nuevo proyecto (descafeinado) pero claro, se empezará desde cero y será pilotado por el PDL (donde además del partido de Berlusconi, tenemos a los neofascistas de la AN).

Esta nueva bofetada contra nuestra dignidad nos convence aún más que aquí y en Italia, la lucha LGBT es justa. Nos reafirma a todos en la necesidad de que la clase política italiana, mojigata, burguesa, fascista y títere del Vaticano, debe reformarse. Clamo por un urgente cambio generacional de la clase política italiana. Mientras tanto, esperemos que las personas LGBT sigan manifiestándose en Italia y continúen con movilizaciones multitudinarias como la del sábado (ver foto), junto a tantos otros miles de personas que cada día están más indignados con las políticas que emanan de su Parlamento.


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Os dejo esta preciosa carta de Arianna que sintetiza lo que muchos italianos vivieron ayer. Podéis ver el original aquí: Lettera di Arianna nel sito Arcilesbica Ferrara.

Viviamo in un paese dove saper difendere i propri cittadini, a maggior ragione se oggetto di violenze a causa della propria natura risulta incostituzionale.Ora il dibattito si accende, arrivano le opinioni di tutti e forse a legger bene quello che era stato proposto il testo poteva esser rimandato e modificato...Ma non bocciato per incostituzionalità.Vi lascio i link Gay news 24, Gay tv, Gay.it per godere dello scintilliò di accusatori e difensori della nostra causa, che ormai è e deve essere solo nostra.

Iniziamo a pretendere.
Iniziamo a reagire.
Iniziamo dal basso.

Arianna.



LAURETANA DEL DÍA

vaso insigne de devoción, ora pro nobis.

"Asilo politico per un giorno", continúa la lucha contra la homofobia en Italia.

El jueves 18, por la tarde, entre 200 y 300 personas se concentraron ante el Consulado General de España en Milán (Italia). El lema, pedir “asilo politico per un giorno”. Lo que allí ocurrió fue una bonita provocación, impulsada por la práctica totalidad de las asociaciones LGBT de Lombardía, dirigida al Gobierno Italiano y a todas las instituciones político-sociales de ese país. Se recogieron centenares de firmas y se seguirán recogiendo por toda Italia, a modo de cartas personales dirigidas a la Embajada Española en Roma, como este modelo que os dejo a continuación que podéis utilizar:

A sua Eccellenza il Signor Ambasciatore di Spagna in Italia
Dr. Luis Calvo Merino
Palazzo Borghese
Largo Fontanella di Borghese n° 19
00186 Roma

Eccellenza,

come saprà nel corso degli ultimi tempi l’Italia è stata percorsa da un’ondata di violenza omofobica che ha scosso la comunità lesbica, gay e transgender del paese e di fronte alla quale la classe politica italiana non sembra voler intervenire.

Da molti anni e in diverse forme le nostre associazioni hanno richiesto un intervento normativo che ponesse un freno a tale violenza e tutelasse le persone e le famiglie lesbiche, gay e transgender da questo tipo di violenza. Ancora oggi nessuna risposta.

Aderisco personalmente all’iniziativa “Asilo politico per un giorno” per chiedere al Vostro Paese di interessare l'Unione Europea alla soluzione dei problemi che poniamo.

Non desidero fuggire da una nazione che sento pienamente mia, ma rompere quel muro di silenzio e di colpevole omertà con cui la classe politica ha risposto in questi anni alle molteplici sollecitazioni della comunità lesbica, gay e transgender.

Mi rivolgo a Lei, rappresentante di una nazione civile come la Spagna, che ha saputo riconoscere piena cittadinanza alle persone e alle coppie lesbiche, gay e transgender, perché possa portare la mia voce in Europa.

Chiedo che la Spagna si faccia promotrice di una risoluzione che condanni gli atti omofobici nel mio paese e solleciti l’Italia, tramite il Parlamento europeo, a legiferare con urgenza contro la violenza omofobica, sulla base del Trattato di Amsterdam che vieta la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e l’identità di genere, della Dichiarazione europea dei diritti dell'uomo e della Carta di Nizza.

Chiedo che la Spagna, sulla base del trattato sull’unione europea, si faccia promotrice nelle sedi opportune e competenti di ogni iniziativa volta a stigmatizzare la mancata applicazione da parte del mio paese del diritto comunitario in materia di antidiscriminazione e di lotta alla violenza omofobica.

La tutela della mia integrità fisica, la dignità del mio amore e la realtà delle nostre famiglie necessitano di risposte legislative concrete, in grado di collocare l’Italia fra le nazioni, fra cui la Spagna, che già hanno raggiunto quel livello di civiltà e diritto capace di sconfiggere definitivamente il pregiudizio omofobico.

Ringraziandola della cortese attenzione Le porgo distinti saluti.

In fede


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Como es obvio, los organizadores no tienen ninguna intención de abandonar su país. Sin embargo, sí pretenden romper ese muro de silencio, de “Omertà”, con el que la clase política italiana (no) ha respondido en los últimos años a las demandas pro-derechos LGBT. Fue por esto que los convocantes se dirigieron a España para que se haga eco, ante las instituciones europeas, de la situación que sufren las personas LGBT en Italia. No en vano, Italia es, junto con Grecia e Irlanda, uno de los 3 países de la antigua Unión Europea (a 15, antes de la ampliación al Este) que no tiene ningún tipo de legislación que regule las parejas del mismo sexo. Pero esa es la punta del iceberg, pues las discriminaciones legales son muchas más y van desde el mismo ocio o la educación, hasta las pensiones de viudedad. Pero definitivamente, la gota que ha colmado el vaso es la proliferación de ataques contra personas y bares de ocio LGBT, cosa que ha motivado un sinfín de actos de protesta en decenas de ciudades de todo el país (en la foto, manifestación en Palermo). La violencia, además, no cesa, pues desde que escribí esta entrada, hace sólo 16 días, se han dado más casos de agresiones homófobas en Italia, la más sonada de las cuales fue en Firenze, donde un chico de 26 años fue desfigurado al salir de una manifestación LGBT. Pero la cosa sigue y sigue. Incluso ahora mismo, mientras escribo esto, se ha conocido otra agresión en Roma. Se trata de un nuevo ataque contra el Qube, el local que fue incendiado la noche del 1 de septiembre.

En resumen, los convocantes de la inciativa lombarda, y de las restantes concentraciones, sólo piden que se proteja su integridad física, la de las personas LGBT, así como la dignidad de nuestro amor y la realidad de nuestras familias, aquellas como la mía, tan sólo reconocida por España, con medidas legislativas concretas, que sean capaces de situar a Italia entre los países que ya han dado ese pequeño pasito evolutivo. Y, por supuesto, que se haga una ley contra los delitos por homofobia, algo que indiscutiblemente deberá llevarse al Parlamento Europeo y aprobarse de una vez por todas como directiva (de obligado cumplimiento por los Estados), pues en Italia (y en España), sus señorías no parecen estar por la labor.

Para acabar, deciros que la lucha contra la homofobia continúa en Italia y desde aquí sigo animándoos a que paséis la información de que el próximo sábado, 10 de octubre, se celebrará una gran manifestación LGBT en Roma bajo el lema "Uguali", para tratar de dar la vuelta a esta absurda situación que se vive en la cuna de nuestra civilización. Ésta será la más grande de otras muchas concentraciones que, como ya he dicho más arriba, están teniendo lugar en cientos de ciudades como, por ejemplo, la que tendrà lugar en Napoli justo el día después (ver foto).

PD. Fa un piccolo gesto per una causa davvero importante!

Gays, lesbianas y transexuales italianos pedirán asilo a España: “Chiediamo asilo a un paese civile”

Chiediamo asilo a un paese civile (pedimos asilo a un país civilizado) es una iniciativa muy original de varios particulares y asociaciones LGBT de Lombardía (Italia) integradas en el colectivo Arcigay. Todo empezó como una respuesta ocurrente y divertida ante la situación nada divertida, angustiosa y agobiante provocada por los últimos atentados contra locales de ocio LGBT y las agresiones personales que han sufrido personas LGBT en Italia en los últimos días, algo de los que ya os hablé largo y tendido en esta entrada: Bombas contra locales de ambiente gay, ¿una nueva moda de crimen homófobo? De la matanza de la Divine a las bombas en Italia, pasando por Tel-Aviv.

Tras el último atentado contra el Bar Colosseum en Roma del pasado 1 de septiembre, y las subsiguientes concentraciones de repulsa, diferentes asociaciones LGBT de Lombardía organizaron esta protesta cuyo fin es pedir asilo político a España (!). Los organizadores (Arcilesbica Zami Milano, Arcilesbica XX Bergamo, C.I.G. Comitato provinciale Arcigay Milano, Orlando Comitato provinciale Arcigay Brescia, Coming Aut Comitato promotore Arcigay Pavia, Cives Comitato provinciale Arcigay Bergamo, La Rocca Comitato provinciale Arcigay Cremona, La Salamandra Comitato provinciale Arcigay Mantova, Como gay lésbica, Associazione La Fenice - Transessuali & Transgender Milano, AGEDO (Associazione genitori, parenti e amici degli omosessuali) Milan, LeSovversive, Associazione radicale Certi Diritti Milano, KOB Collettivo omosessuali bicocca, Milano contro l’omofobia, GSI – Gay Sport Italia, "Renzo e Lucio" gruppo glbt di Lecco , Le Rose di Gertrude – Magenta, gruppo LGBT "Arcobaleni in marcia" Milano) tienen previsto convocar la próxima semana una concentración para plantear una solicitud colectiva de asilo ante el consulado de España en Milán.

En la web de Arcigay puede leerse lo siguiente: “No queremos huir, pero nos gustaría que España fuera nuestra voz en Europa”. Una de las mejores frases es ésta: “Rechazamos un concepto de seguridad construido sobre una voluntad de control, poblado de inútiles rondas vecinales, con la lógica del miedo y las cámaras de seguridad, pero en el cual los homófobos campan a sus anchas”.

Gracias a la laboriosa actividad de Luca Trentini de Orlando Comitato provinciale Arcigay Brescia, la iniciativa se ha difundido rápidamente por la Red, creándose un grupo en Facebook que en una semana reúne ya a más de 1200 personas y al que, por supuesto, me sumé la semana pasada (entonces, sólo éramos 36 miembros). La difusión ha sido tal que ha llegado a España, donde ha contado con el apoyo de la FELGTB y la difusión de las webs LGBT como Dos manzanas.com, alcanzando incluso la prensa y la radio (hoy ha sido Carles Francino en “Hoy por Hoy” quien ha comentado la iniciativa). Así que el día de la concentración, ante el Consulado de España en Milano, via Fatebenefratelli 26 (ver foto) puede ser la bomba.

Sólo me queda que felicitar desde aquí a toda la gente que en Italia lucha y da la cara porque las personas LGBT tengamos más derechos, personas activas como Luca que trabajan diariamente por nuestras libertades. Esperemos que éste acto y la
gran manifestación nacional en Roma, el próximo 10 de octubre, sirvan para que en Italia las personas LGBT tengamos un sitio en una sociedad eminentemente homófoba (en la foto una imagen del Pride en Roma en Piazza Navona).

Y ya por pedir, pidamos al cielo que las vaticanas se dediquen de una vez por todas a otros menesteres más cristianos, en vez de sembrar odios. Igualmente, pediría al Gobierno de España que en materia de derechos LGBT asumiera un rol mucho más activo y decidido. Es triste ver como un gobierno que tanto ha hecho por este tema, se deje apabullar por la oposición conservadora y no dé batalla, precisamente en uno de sus puntos fuertes que llevó a miles de personas LGBT a apoyar al PSOE en la reelección. No sé si es falta de valentía, de voluntad, o simplemente (y lo más probable) una nueva cagada más de un grupúsculo de asesores socio-económicos empeñados en que la “Trotona” llegue al poder más pronto que tarde. Mientras tanto, Sarkozy, Obama o cualquier otro advenedizo, asume el protagonismo internacional en la materia.

Para acabar, quería dejar patente que la Ciudad Perdida de Nivorg queda a disposición de todos los gays, lesbianas y transexuales, italianos o no, que necesiten asilo para poder vivir simplemente en paz.



CHIEDIAMO ASILO A UN PAESE CIVILE:

Si moltiplicano in Italia gli attacchi alla comunità lesbica gay e trans e si fanno sempre più violenti grazie al disprezzo omofobico seminato da anni di clericalismo di stato.

Ora è il tempo della solidarietà: in queste giornate in molte città si organizzano fiaccolate e presìdi a cui non faremo mancare il nostro apporto.

Rifiutiamo un concetto di sicurezza costruito esclusivamente su di un’eccessiva volontà di controllo, popolato di inutili ronde, logica della paura e migliaia di telecamere, mentre gli omofobi continuano a pontificare indisturbati.

Da anni combattiamo per una società aperta, per la cultura delle differenze, per la promozione delle diversità e per l’inclusione sociale di ogni minoranza. Le nostre richieste sono inascoltate anche oggi.

Per questo motivo la settimana prossima chiederemo al Consolato Generale di Milano di concederci asilo politico.Non desideriamo fuggire ma chiederemo alla Spagna di farsi portatrice della nostra voce in Europa, affinché in quella sede si chieda ragione all’Italia del mancato recepimento delle numerose direttive in materia di uguaglianza di trattamento dei cittadini omosessuali.

Le nostre sedi saranno aperte per tutte le persone che vorranno unirsi a noi in questo estremo gesto di protesta.

Pompei, un viaggio attraverso il tempo: Un tour virtuale di Pompeii con 500 fotografie

Versión italiana de este artículo publicado en este weblog el 25 de marzo de 2009: artículo en castellano.

Questo post è stato pensato per presentarvi e per condividere con tutti quelli che lo desiderano, un lavoro fotografico fatto da me, che contiene 500 immagini commentate (fatte durante la mia ultima visita a Pompei) che permettono di fare un tour virtuale relativamente completo negli scavi dell’antica Pompeii.

Se vuoi altre informazioni puoi vedere la prima parte: Pompei, un viaggio nel tempo. I Parte, la storia di Pompeii, e la seconda parte: Pompei, un viaggio nel tempo. II Parte, l’ultimo giorno di Pompeii ed Herculaneum che per il momento sono in spagnolo, ma si possono tradurre facilmente col gadget del Google Translator sul sito.

UNA VISITA VIRTUALE A POMPEI: 500 FOTO DI POMPEII

Questo viaggio virtuale attraverso Pompei permette di scoprire la maggior parte dei luoghi che si possono visitare nel recinto degli scavi, integrandolo anche con alcune immagini dei resti conservati nel museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'approccio che si è seguito nella realizzazione delle fotografie, la loro selezione e disposizione, consente all'album di essere in qualche modo anche utile per lo studio di molti elementi archeologici della città antica. In questo modo il materiale può essere utilizzato come complemento per lo studio delle materie degli esami del corso laurea in Storia, come Archeologia, Arte antico o Storia Antica di Roma dell’Università Nazionale d’educazione a Distanza (UNED).

Inoltre, per beneficiarsi di più dell'album e trarne il massimo profitto, vi suggerisco di farvi una mappa (sarete in grado di trovarlo su Google, poiché ci sono molte opzioni), e, allo stesso modo per tutti quelli che non hanno un manuale di archeologia, sappiate che si possono trovare molte informazioni riguardanti Pompei su diversi siti Internet (è possibile esplorare i collegamenti a siti storici nello stesso blog).

Per non perdersi il tour fotografico proposto segue una logica: Si parte della zona orientale della città, entrando dall’accesso secondario in Piazza Anfiteatro. Da qui inizia la strada percorrendo la necropoli di Porta Nocera, via Nocerina, la zona dell’anfiteatro e la Porta di Sarno (raggiungendo la Porta di Nola). Da qui prendiamo la Via dell'Abbondanza asse principale dell’antica città, per raggiungere il Foro triangolare, dove visitiamo tutto l’insieme. Uscendo dalla Via dei Teatri raggiungiamo le Terme di Stabia, dove i nostri passi gireranno in direzione nord verso la Porta del Vesuvio, passando per il lupanare, alcune case rilevanti e il Castellum Aquae, seguendo le mura si arriva alla splendida Villa dei Misteri. Da qui torneremo verso il sud lungo la grande necropoli di Porta di Ercolano. Una volta tornati nella città, visiteremo le case più famose nel quartiere Samnita, a nord del Foro, per poi terminare in quest’ultimo e percorrere i suoi principali edifici civili e religiosi. Il tour finisce a Porta Marina (ingresso principale) situato ad ovest della città dove si trovano anche le terme extraurbane.

Vedi l’album fotografico e comincia la tua visita virtuale a Pompeii... Cliccando su ↓

Paseo virtual por Pompeya - Sitios arqueológicos de Campania (I)

L'implicazione, corto di tematica gay (LGBT)


Cercando su Google e su altri blog, ho trovato il cortometraggio: L'implicazione [Implicación] (Spagna, 2004) è un geniale cortometraggio diretto dal regista Julián Quintanilla e interpretato da Loles León (la Chari) e Antonio Valero (il sig. Francisco). L’argomento dell’implicazione è il confronto tra una donna un pò sguaiata e un attore gay della TV. L'opera ha ottenuto il Premio del Púbblico del Festival di Astorga (Spagna), e il Premio Finalista del Festival Iberoamericano de Villaverde (Spagna).

Loles Leon è un’attrice famosa in Spagna per interpretare molti film, alcuni di loro di tematica gay come Amor de hombre con Andrea Occhipinti.

VIDEO V.O.S. IN ITALIANO:

Simboli della individualità maschile gay nel Mago di Oz



Per continuare con i due primi articoli che ho pubblicato sulla storia dei simboli del movimento LGBT (vedi: http://tinyurl.com/acabtq e http://tinyurl.com/bgbhxb), vi lascio un link di un breve articolo (in inglese) di circa 12 pagine che non è facile ottenere e che io ho da 14 anni. Questo articolo, scritto da Robert H. Hopcke, si intitola: “Symbols of Gay Male Individuation in the Wizard of Oz” (simboli della individualità maschile gay nel Mago di Oz).

In questo articolo si trovano in modo dettagliato i diversi simboli e idee che si possono scoprire in questo film, come vi ho spiegato nell’articolo
http://tinyurl.com/bgbhxb; per esempio, il contrasto fra Kansas e Oz, l’apparenza e la realtà; o il fatto che questo film offre all’uomo gay un mito dell’integrazione maschile e della redenzione femminile. Se vi interessa il tema, vi consiglio di leggerlo e così, potrete capire perchè nel meraviglioso mondo di Oz, aldilà dell’arcobaleno, non tutto è quello che sembra…


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Kens, corto d'animazione gay


Versión italiana de este artículo y vídeo publicado en este weblog el 19 de enero de 2009: kens

La prima volta che ho visto questo video mi dono venuti i brividi. Si tratta di KENS, una breve animazione 3D scritta, diretta e prodotta da Pedro Pablo de la Llave. Mi è piaciuta molto.

Quando l'amore ti prende d’assalto, t’invade all’improvviso e questo è ricambiato, si pensa che nulla possa distruggerlo. Nemmeno tutti gli ostacoli del mondo messi insieme sarebbero sufficienti. KENS ci vuole trasmettere qualcosa di simile e ci porta ancora più in là, più lontani; quando improvvisamente ti rivedi nel passato, da adolescente, rivivendo il tuoi primi amori e delusioni, con tutte le difficoltà incontrate e vissute in tali esperienze e le scelte che ti aiutarono a superarle. Credetemi quando dico che i gay e le lesbiche sappiamo molto di tutto ciò, soprattutto se abbiamo avuto la "fortuna" di vivere la nostra sessualità pienamente sin dagli inizi della nostra adolescenza, quando la strada era tutta in salita e ancora più faticosa se inoltre si era considerati diversi...

Ma il video mi ha fatto anche guardare al presente,vedere gli ostacoli delle relazioni nell’ età adulta, con le loro difficoltà del vivere insieme e dei problemi di ogni giorno, e anche con le complicazioni derivanti dalle barriere sociali ... Cioè, tutti questi nuovi ostacoli che riesci a superare più facilmente quando la mano complice amata sostiene con forza la tua...



Coppie veneziane, articolo d’Arturo Perez Reverte di 1997


Versión italiana de este artículo muy personal y el primero publicado en este weblog el 10 de noviembre de 2008: Parejas venecianas.

Pochi giorni fa ho riletto questo articolo che da più di dieci anni era rimasto lì, in qualche angolo della mia mente. Si tratta di un articolo di Pérez Reverte sul tema dell’omosessualità,ispirato in una coppia di due uomini che lo scrittore incontrò per caso a Venezia. Con mia grande sorpresa mi sono reso conto che, purtroppo,l’articolo è ancora oggi in pieno vigore. Era già da un paio di giorni che ricevevo inputs di storie di persone gay che venivano fuori nelle notizie, comunque la stangata me la sono data proprio questa settimana, quando all'improvviso ho ricordato alcune piccole cose che mi sono successe in questi ultimi mesi. Frasi Irrilevanti, gesti, sguardi maligni o addirittura storie di vita di persone che non vivono qui e non sono così fortunati come lo sono altri. A volte non mi rendo sufficientemente conto di vivere confinato in “un'isola di tolleranza". Ho una famiglia comprensiva, un ambiente di lavoro amichevole e degli amici che mi vogliono bene per il semplice fatto di essere “io”. Me lo sono guadagnato lavorando sodo e so meglio di molte altre persone cosa vuol dire affrontare il fatto di essere gay nella nostra società. La mia strategia è stata (ed è) di andare avanti dicendo la verità come un modo di esorcizzare i mali che potrebbero venire dal “cosa diranno” e dall’ipocrisia generale che ci colpisce e ci infetta dappertutto. Tuttavia, a volte neanche questo basta e dobbiamo essere “attenti”. Non voglio rinunciare ad esprimere il mio affetto in pubblico per un amico,ne a baciarmi con il mio partner passeggiando per il quartiere gotico di Barcellona o di ammettere che il mio film preferito è un stronzata come "The adventures of Priscilla", oppure che i film di Ozpetek mi commuovono e mi fanno persino piangere quando mi arrivano al cuore. Semplicemente non mi piace occultarmi, nascondermi o rinchiudermi da nessuna parte. Né il capo ,ne il fratello, ne il collega di lavoro, ne la donna che passa per strada possono giustificare un passo indietro su questo punto. In caso contrario sarebbe negare me stesso e dimenticare chi sono. Vi Lascio qui l'articolo per chi voglia leggerlo:

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COPPIE VENEZIANE, 1997, Arturo Pérez Reverte:

Non mi ero mai accorto prima, della quantità di coppie omosessuali che passeggiano per le strade di Venezia. Le incontri dappertutto, lungo i ponti, sulle sponde dei canali, cenando in piccoli ristoranti della città vecchia. Di solito Non si tratta di coppie spettacolari, ma io direi proprio tutto il contrario e cioè persone discrete, silenziose, spesso con aspetto formale, civile. Osservando gli altri impari moltissime cose, e nel caso di queste coppie mi piace proprio tanto sorprendere i loro gesti moderati di affetto e fiducia, la condivisione dei ruoli convenzionali che di solito si verifica tra l’uno e l'altro, la tenerezza contenuta che spesso senti galleggiare fra di loro, nella loro immobilità, il loro silenzio. pensavo a tutto ciò l'altro giorno a bordo di un vaporetto che va da San Marco al Lido. Sulla laguna soffiava un vento gelido,i passeggeri eravamo raccolti, presi dal freddo, e in un lato del traghetto c’era una coppia, due uomini, sulla quarantina, sereni. Erano seduti molto vicini, uno di loro era appoggiato sulla spalla del compagno nel tentativo di prendere calore. Erano tranquilli e silenziosi,intenti a guardare l’acqua grigio verde e il cielo di color grigio cenere. E in un momento in cui il traghetto fece un piccolo movimento,la luce,o meglio, il grigio del paesaggio cambió all’improvviso in una straordinaria bellezza, li vidi scambiarsi un sorriso rapido e fugace come una carezza o un bacio.

Sembravano felici. Due ragazzi fortunati, mi dissi, per quanto sia possibile, perché guardando loro, lí, in quella sera glaciale a bordo del vaporetto che li portava attraverso la città lagunare, cosmopolita, tollerante e saggia, pensai quante ore amare erano state vendicate in quel momento per quel sorriso. Lunghe adolescenze girando nei parchi o nei cinema per scoprire il sesso, mentre altri giovani si innamoravano, scrivevano poesie o ballavano abbracciati nelle feste della scuola. Notti in strada sognando un Principe Azzurro della stessa età per poi tornare all'alba fatti una merda, pieni di tristezza e di solitudine. L'incapacità di dire ad un uomo che ha gli occhi belli, o una bella voce, perché, invece di ringraziarti o sorriderti, è molto probabile che ti spacchi la faccia. E quando si ha voglia di uscire, conoscere, parlare, innamorarsi o qualsiasi altra cosa, invece di andare in un caffè o un bar, essere condannato a vita a frequentare locali “gay”, e ritrovarsi all’alba tra questi corpi artificialmente muscolosi, impastticcati, “regine” scandalose, e drag queens “pseudo-sofisticate”. Tranne che alcuni o direi molti si auto emarginino (non avendo ancora accettato del tutto la loro condizione), in squallide alternative come quella della sauna ,il cinema x ,una rivista di contatto oppure nella sordidezza del pubblico orinatoio.

A volte penso a come fortunato, solido e intero deve essere un omosessuale che riesce ad arrivare ai cinquant'anni senza odiare smisuratamente questa società ipocrita,che è solo presa dall’ossessione di scoprire,sapere, provare con chi va o non va a letto per poi condannarlo . Invidio l'equanimità, il sangue freddo di quelli che possono essere sereni, continuare a vivere così la propria vita, senza rancore, al loro modo, come se niente fosse , anziché scendere in strada e prendere a calci in faccia a quelli che in modo attivo o passivo, hanno distrutto la loro vita e continuano a distruggere quella di ragazzi di quattordici o quindici anni che ogni giorno, tutt’oggi, vivono le stesse cose:la stessa angoscia, gli stessi scherzi sui “froci” in TV, attorno a loro lo stesso disprezzo, la stessa solitudine e amarezza. Invidio la chiarezza e la calma di chi, nonostante tutto, resta fedele a se stessi senza stridore, ma anche senza complessi, esseri umani sopra ogni altra cosa. Persone che in tempi come questi, quando tutti quanti, i partiti,le comunità,i gruppi sociali, rivendicano i loro rispettivi debiti storici, potrebbero discutere forse con più diritto rispetto a molti altri, il mancato rimborso di molti anni di adolescenza persi, tanti colpi e molestie subiti, senza aver mai commesso alcun crimine, tanta burla e tanti affronti grossolani,rozzi, scortesi inflitti da canaglie che, non solo nell’ aspetto intellettuale, ma anche in quello puramente umano si trovano ad un livello basso, ben al di sotto di loro. Riflettevo su tutto questo mentre la barca stava attraversando la laguna e la coppia era rimasta immobile, fianco a fianco, spalla a spalla. Comunque prima di ritornare alle mie cose e poi dimenticarlo,fatemi dire quante infelici anime erranti non avrebbero dato qualsiasi cosa, forse la stessa vita, per essere al posto loro; essere lì, a Venezia, dandosi calore in quella fredda sera delle loro vite.

Italiani, i loro clichés e il tamarrismo (video)

Para ver la versión española de este artículo: Versión española

Vi lascio questo link che vi porta ad un vivace sito web, creato da un certo Bruno Bozzetto, in cui si confrontano alcuni atteggiamenti europei ed italiani:




È divertente anche se pieno zeppo di clichés e luoghi comuni e per di più alcuni falsi (come quello che fa riferimento al fumo del tabacco oppure quello dei mezzi pubblici di trasporto). In ogni modo prima che vediate la web voglio sottolineare tre cose: in primo luogo, se invece della bandiera italiana ci fosse quella spagnola non mi sorprenderei affatto poichè molte cose che critica il video le vivo anch’io qui a Barcellona, e ogni giorno ...il fatto è che a volte certi stereotipi negativi tendono a convergere, e non capiscono la differenza tra le varie nazionalità. Tutto ció mi porta alla seconda cosa che voglio puntualizzare ,vale a dire questa somiglianza tra alcuni clichés negativi che io credo si debba al fatto che esiste una nazionalità globale presente in tutti i paesi,e che tende a standardizzare alcuni comportamenti, problemi o elementi negativi (chiamiamoli cosí), fino al punto che non si sa se si parla della Spagna, dell’Argentina o dell’Italia. Mi riferisco a questa “nazione tamarra”, a cui appartiene una gran massa di persone che si comportano esattamente allo stesso modo (tamarro) sia qui sia in Cina.

Per finire, vorrei spezzare una lancia a favore dell’Italia e degli italiani; Sappiamo l’attuale situazione di questo paese e tutto ciò che politicamente stanno subendo, ma bisogna anche dire che molti di loro fanno tutto ciò che possono per cambiare e ne hanno fin sopra i capelli di tante e tante cose, come il Vaticano, Berlusconi o la Mafia, inoltre sono anche stufi del fatto che si generalizzi e quindi essere poi tutti giudicati a causa di certi clichés che sono sempre appartenuti unicamente (e a volte anche ingiustamente) a determinate regioni o città, come per esempio la Sicilia o Napoli, infatti sarebbe come dire che ai catalani ci appassiona la “corrida” dei tori, il canto flamenco oppure il cappello messicano cosí tanto venduto nei negozi di souvenirs di Barcellona come "typical catalan". Il fatto è che ci sono molte italie, cosí come vi sono molte Spagne, e pretendere di ridurre paesi cosí ricchi e complessi ad una singola cultura omogenea è una cosa che dimostra l'ignoranza, la mancanza di obiettivi e quindi di nuovo viene fuori il “tamarrismo”. Comunque a parte tutto ciò, io mi sono divertito un sacco con questa web e mi auguro che anche voi facciate lo stesso.

Turista a Barcellona con il suo cappello messicano... Così felice

Against Nature? L'omossesualità negli animali


Versión italiana del artículo publicado en este weblog el 24 de noviembre de 2008: Against Nature


Against Nature? (Contro Natura?) è una mostra sul diffuso fenomeno dell’ omosessualità nel mondo animale. Presentato nel contesto del Festival della Scienza che si tiene annualmente a Genova, e che quest’anno ha avuto come lemma il tema della diversità. La mostra può essere visitata fino al 7 gennaio 2009 presso il Museo Civico di Storia Naturale “Giacomo Doria”. Contro Natura? è solo una piccola parte di tutti i lavori effettuati da un team di scienziati del Museo di Storia Naturale di Oslo (Norvegia), che attraverso anni di analisi, studi e raccolta di prove video-fotografiche, hanno documentato con successo le relazioni sessuali ed affettive tra individui dello stesso sesso in almeno 1.500 specie animali.

Sia la mostra, come i lavori scientifici che la sostengono, dimostrano che lungi dall'essere qualcosa d
i carattere specifico, l'omosessualità è frequente nella natura animale, manifestandosi in percentuali analoghe alla popolazione umana, vale a dire una frequenza compresa tra l'8% e il 10% ed estendendosi anche a tutti i tipi di generi e specie, dagli insetti agli uccelli, dalle pecore e i montoni ai leoni, dalle grandi scimmie come lo scimpanzé, ai cetacei, come il tursiope (una specie di Delfino). Allo stesso modo, le relazioni omosessuali possono essere sporadiche, abituali, o essere addirittura esclusive e per tutta la vita, come nel caso dei cigni (femmine) della fotografia.

Si tratta di rapporti che si allontanano da quelli classificati in modo piú rigoroso come "necessità riproduttiva della specie". Inoltre, è anche significativo che animali superiori come scimpanzé e delfini abbiano rapporti sessuali in modo abituale (tra individui dello stesso sesso o di entrambi i sessi), il cui scopo sia la ricerca del piacere o il rafforzamento di legami, vincoli socioaffettivi all'interno del gruppo.

Tutti questi approcci possono risultare di carattere innovativo e addirittura sorprendente per chiunque li legga per la prima volta. Tuttavia, i rapporti omosessuali nel mondo animale sono cosí "naturali" come puó essere qualsiasi altro comportamento sessuale più diffuso. Pertanto, si pone la questione: se l'attività omosessuale negli animali è così comune, perché ci sorprende ancora tanto e la consideriamo come qualcosa di strano e difficile da credere?

La risposta è più evidente di quanto si possa immaginare, riportandoci alla congenita omofobia nella nostra società. L’omofobia è come la forza di Star Wars che non si vede, ma esiste e si fa sentire dappertutto. La scienza, che a sua volta vuole essere reale e non illusoria, verificabile materialmente, con cognizione di causa, razionalista, critica, e non dogmatica, non ne è affatto estranea alla società che la crea, ne all'omofobia che prevale. Gli uomini e le donne che sviluppano le ipotesi dello studio non sono nemmeno loro liberi di pregiudizi ne tanto meno possono sottrarsi dall’onere morale giudaico-cristiano originato dalla Bibbia, e in particolare dall'Antico Testamento: un gruppo di libri scritti in una società e per una società agricolo-pastorale del 900 AC; libri i cui miti sono per molti, tutt’oggi, una valida concezione dell’origine e della storia dell'umanità (e qui bisogna dire che molti di questi libri non appartengono nemmeno alla cultura giudaico-cristiana, ma sono stati adottati da miti di culture coetanee); libri i cui dogmi sono considerati, anche oggi, come valori fondamentali della nostra società, nonostante il fatto che nessuno tra coloro che redassero questi manoscritti avrebbero potuto minimamente immaginare che un giorno avremmo messo i piedi sulla luna, e ancora meno immaginare di poter disporre delle attuali tecnologie dell'informazione e della comunicazione; neanche il buon profeta Ezechiele, colui che vide una ruota di fuoco nel cielo, potè razionalizzare (poichè la sua concezione mentale glielo impediva) che quella visione poteva anche essere stato un asteroide o semplicemente un UFO.

Davanti a tutto ció, non è da sorprendere che solo recentemente la scienza abbia stud
iato l'omosessualità nella natura, e che solo negli ultimi tempi si sia cominciato molto lentamente ad erodere alcuni di questi concetti cosí ben radicati, come nel caso dell’omosessualità considerata come qualcosa di innaturale.

E purtroppo è “superfluo” dire che la mostra è stato uno scandalo per alcuni settori sociali, politici e naturalmente, per la Chiesa stessa. Vittorio Bo, responasabile del Festival, ha espresso l'opportunità che gli scolari imparino e godano di questa mostra che cerca di rompere degli schemi dogmatici e per niente scientifici.

Infatti ha assicurato che "non c'è nessuno scandalo, perché gli argomenti sono scientifici per cui non vi è nulla di osceno ne offensivo in essa". E tutto ció è già un passo avanti. Tuttavia, la Chiesa crede di aver motivi sufficienti per considerare questa mostra un vero oltraggio morale, visto che l'esito non può essere più devastante contro le teorie che mantengono i suoi teologi; teorie che riducono l'omosessualità ad un "vizio" o ad una "malattia" umana, ad un "comportamento innaturale" di "esseri malati". Vale la pena citare le parole di Magnus Encyst, etologo presso l'Università di Oslo, secondo il quale "ci sono cose che vanno contro la natura molto di più dell’ omosessualità, come per esempio alcune cose che gli esseri umani fanno, cose come avere una religione o dormire in pigiama".

E a mio avviso, ancora molto più innaturali e incoerenti mi sembrano questi individui, che vestiti con delle sottane di colori sgarcianti, Casule, stole e Mitra, tutti loro accessori propri di un ballo in maschera, si dedichino a fomentare l'odio dall'altare, parlando in nome di una persona che fece voto di povertà e morì per la tolleranza, il rispetto e l'amore del prossimo. Sì, senza alcun dubbio queste persone sono proprio innaturali
.

Per ulteriori informazioni sul tema o sulla mostra guardate: Museodoria.it, Againstnature, Wikipedia.org oppure Canal Natura: "The truth about gay animals" .